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    <title>FABI VITERBO</title>
    <link>http://www.fabivt.it/</link>
    <description>Il Feed della FABI di Viterbo</description>
    <language>it-IT</language>
    <pubDate>Tue, 12 May 2026 11:33:19 +0100</pubDate>
    <item>
      <title>11111111111111</title>
      <link>http://www.fabivt.it/apri_documento.asp?ID=1148</link>
      <description><![CDATA[1]]></description>
      <category>COMUNICATI VARI</category>
      <pubDate>Fri, 25 Dec 2020 00:38:05 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.fabivt.it/apri_documento.asp?ID=1148</guid>
    </item>
    <item>
      <title>UBI- Pressioni commerciali a tutto c'E' un limite..</title>
      <link>http://www.fabivt.it/apri_documento.asp?ID=1146</link>
      <description><![CDATA[&amp;amp;amp;amp;#200; da qualche anno che il settore bancario non gode di particolare fiducia da larga parte
dell’opinione pubblica gi&amp;amp;amp;amp;#224; allarmata per la situazione politico-economica in generale (vedi
aumento dello spread).
L’impatto della MiFID II, introdotta nel 2018 con la condivisibile finalit&amp;amp;amp;amp;#224; di una maggior tutela
dei risparmiatori, ha introdotto norme pi&amp;amp;amp;amp;#249; stringenti che regolamentano l’attivit&amp;amp;amp;amp;#224; di consulenza e
di proposta commerciale e che rendono estremamente delicato e di responsabilit&amp;amp;amp;amp;#224; il compito
attribuito al personale delle banche.
In questo scenario gi&amp;amp;amp;amp;#224; complesso si assiste a un proliferare illimitato di budget irraggiungibili,
infinite richieste di compilazione di report e una recrudescenza esasperata delle pressioni
commerciali, con mail continue ai preposti di filiale e telefonate assillanti ai gestori, che mirano a
far sentire i colleghi inadeguati, visto che ci&amp;amp;amp;amp;#242; che si fa non &amp;amp;amp;amp;#232; mai sufficiente.
In un clima di diffidenza e sfiducia da parte della clientela il personale &amp;amp;amp;amp;#232; coinvolto al massimo
nell’impegno professionale e risultano inopportune, intollerabili e del tutto controproducenti le
pressioni commerciali alla vendita delle varie Direzioni Territoriali, esercitate spesso con grande
arroganza ed in qualche caso con velate minacce (chi le esprime, in mancanza di personale
autorevolezza, fa leva sulla propria superiorit&amp;amp;amp;amp;#224; gerarchica). L’effetto prodotto &amp;amp;amp;amp;#232; quello di rendere
spesso l’ambiente di lavoro invivibile quando invece il rapporto tra rete e Direzione Territoriale
dovrebbe essere disteso perch&amp;amp;amp;amp;#233; improntato a fornire suggerimenti, assistenza e massima
collaborazione e soprattutto al reciproco rispetto della professionalit&amp;amp;amp;amp;#224; e dignit&amp;amp;amp;amp;#224; personale.
E’ molto facile sollecitare di continuo a vendere anzich&amp;amp;amp;amp;#233; farlo concretamente stando in
filiale, a diretto contatto con la clientela.
Considerato che dal punto di vista giuridico il rapporto di lavoro subordinato si caratterizza come
obbligazione di mezzi e non di risultato i gestori commerciali devono certamente garantire il
loro impegno nell’espletamento della loro prestazione lavorativa ma non sono tenuti al
raggiungimento del risultato (che &amp;amp;amp;amp;#232; condizionato dalla volont&amp;amp;amp;amp;#224; di un soggetto terzo, ovverosia di
colui che dovrebbe investire i propri risparmi).
La Banca, come qualsiasi datore di lavoro, ha l’obbligo di tutelare la salute psicofisica dei propri
dipendenti: sono illegittime, di conseguenza, quelle pressioni commerciali esasperate che in molti
casi producono stati d’ansia, insonnia o problemi fisici. Invitiamo i colleghi che si trovano a
subire disagi psico-fisici a prendere contatto con il medico competente anche per un eventuale
successivo riconoscimento del danno subito.
Al fine di promuovere comportamenti coerenti con i principi sanciti con l’Accordo
Nazionale sui temi delle Politiche Commerciali ABI/OO.SS. dell’8.2.2017 &amp;amp;amp;amp;#232; sempre pi&amp;amp;amp;amp;#249;
imprescindibile giungere anche nel GRUPPO UBI ad una regolamentazione della materia.
Bergamo, 24 settembre 2018
Fabi First Cisl Fisac Cgil Uilca Uil Unisin
Coordinamenti di Gruppo]]></description>
      <category>COMUNICATI R.S.A.</category>
      <pubDate>Mon, 09 Apr 2018 15:24:31 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.fabivt.it/apri_documento.asp?ID=1146</guid>
    </item>
    <item>
      <title>RAGGIUNTO L’ACCORDO SUL FONDO E VIA LA DISDETTA DEL CONTRATTO
</title>
      <link>http://www.fabivt.it/apri_documento.asp?ID=1089</link>
      <description><![CDATA[Nella tarda serata di oggi, dopo un’intera giornata di trattative, la FABI e le altre
Organizzazioni Sindacali hanno raggiunto l’accordo per l’adeguamento del Fondo di
Solidarietà alla normativa introdotta con la Legge 92/12 (c.d. Legge Fornero).
Si è anche definita un’intesa che, a partire dal mese di febbraio del prossimo anno,
consente di ripristinare un corretto metodo di confronto per il rinnovo del Contratto
Collettivo Nazionale di Lavoro, a partire dal mantenimento della validità dell’attuale
CCNL almeno fino al 30 settembre 2014.
L’accordo sul Fondo di Solidarietà mantiene sostanzialmente invariate le modalità di
funzionamento: dall’accesso volontario tramite accordo collettivo, alle misure degli
assegni, insieme alla possibilità – da verificare con le autorità competenti – di utilizzare
l’indennità di disoccupazione solo in caso di risoluzione consensuale, ristabilendo a 5
anni (60 mesi) l’efficacia delle prestazioni del Fondo stesso.
Grazie alla straordinaria mobilitazione dei lavoratori e delle lavoratrici bancarie, si è
così non solo evitata la confluenza del Fondo alla gestione residuale INPS, ma si è
anche evitata la sua trasformazione in un Fondo bilaterale a natura privatistica.
Inoltre, tra gli obiettivi realizzati, vanno annoverati quelli di iniziare, a partire dal 28
febbraio 2014 la trattativa per il rinnovo del CCNL e di discutere, entro la fine di
marzo, dell’accordo sui Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) nonché del
funzionamento del Fondo per l’Occupazione (FOC).
Senza tema di smentita, vogliamo sottolineare il grande spirito di squadra che ha
animato la nostra Organizzazione anche in questo frangente che, grazie all’impegno e
alla compattezza ad ogni livello, ha permesso alla FABI di giocare un ruolo centrale in
questa delicata trattativa, in un momento non facile per la Categoria.
Come abbiamo più volte sottolineato, la lotta per difendere gli interessi dei Bancari nel
momento straordinario che il settore sta vivendo, sarà lunga e complessa e siamo
quindi consapevoli che gli accordi sottoscritti rappresentano solo l’inizio di un vera e
propria sfida per tutti noi.
Siamo però certi che con questo grande spirito di determinazione e di collaborazione,
grazie alla costante attenzione e coinvolgimento dei colleghi e delle colleghe, saremo
in grado di difenderne gli interessi e le prospettive future.
Cordiali saluti
LA SEGRETERIA NAZIONALE]]></description>
      <category>FEDERAZIONE NAZIONALE</category>
      <pubDate>Fri, 20 Dec 2013 23:45:20 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.fabivt.it/apri_documento.asp?ID=1089</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Primo risultato dopo lo sciopero Venerdì 20 incontro sul Fondo di Solidarietà
</title>
      <link>http://www.fabivt.it/apri_documento.asp?ID=1088</link>
      <description><![CDATA[L'Abi ha convocato le Organizzazioni Sindacali il prossimo venerdì 20 dicembre per
discutere dell’adeguamento del Fondo di Solidarietà alle novità introdotte dalla legge
Fornero.
Dopo lo sciopero generale del 31 ottobre, l’ABI rivede le proprie posizioni unilaterali e
perentorie assunte con la disdetta unilaterale del contratto nazionale, che avvenne
proprio in occasione di una riunione per la discussione sul rinnovo del Fondo di
sostegno al reddito.
Alla luce di questo primo passo verso la possibile ripresa delle relazioni
sindacali, abbiamo deciso di partecipare alla riunione, sospendendo la
vertenza in atto e la realizzazione delle relative iniziative già previste.
In ragione di questo nuovo scenario considereremo in termini positivi anche la ripresa
degli incontri, valutando le specifiche situazioni, a livello aziendale e territoriale,
sebbene l'agitazione sia solo interrotta e riprenderà se il confronto sul rinnovo del
Fondo non andasse a buon fine.
Questo atteggiamento conferma la nostra ferma volontà di mantenere nel settore il
Fondo di Solidarietà, con tutte le sue peculiari caratteristiche, che lo hanno reso uno
strumento idoneo alla gestione non traumatica dei profondi processi di ristrutturazione
vissuti dal settore del credito negli ultimi anni.
Venerdì 20 dicembre valuteremo quindi senza logiche pregiudiziali e con spirito
costruttivo, con grande attenzione, le posizioni dell'Abi, verificandone le reali
intenzioni e con l’obiettivo di evitare la confluenza del nostro Fondo di solidarietà nella
parte residuale gestita dall’INPS, prevista per i settori senza accordo che, a partire
dall1/1/2014, godranno solo del trattamento di cassa integrazione.
Siamo pronti a recuperare un costruttivo dialogo, ma anche a riprendere senza
indugio la mobilitazione della categoria, se permarranno le logiche di penalizzazione
delle lavoratrici e dei lavoratori messe in atto dalla controparte.
L'altissima adesione allo sciopero dello scorso 31 ottobre dimostra che la
categoria dei bancari è unita ed estremamente determinata a rivendicare la
sua esistenza, i diritti che le competono, i riconoscimenti che merita e la pari
dignità alterata dalla disdetta unilaterale del CCNL data da ABI.
Le lavoratrici e i lavoratori chiedono risposte concrete, auspichiamo che l'Abi intenda
utilizzare l'incontro di venerdì 20 dicembre in tal senso e non sprechi questa
importante occasione.]]></description>
      <category>COMUNICATI UNITARI</category>
      <pubDate>Wed, 11 Dec 2013 23:15:36 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.fabivt.it/apri_documento.asp?ID=1088</guid>
    </item>
    <item>
      <title>ATTESTAZIONE CORRETTA ARCHIVIAZIONE DELLA CONTRATTUALISTICA</title>
      <link>http://www.fabivt.it/apri_documento.asp?ID=1079</link>
      <description><![CDATA[Con nota del 13/9/2013 il Direttore Generale ha introdotto l’obbligo di inserire
nell’applicativo PEF l’annotazione “Eseguita verifica presenza documentazione
contrattuale”.
Ciò produce un inevitabile incremento dei carichi di lavoro, della complessità
dello stesso e la possibilità che "qualcuno" sia tentato di mettere sotto pressione
i Lavoratori e le Lavoratrici perché "sveltiscano" le procedure bypassando o
svolgendo in modo superficiale i controlli.
Nulla è cambiato sotto il profilo della responsabilità rispetto ad una normativa
che si è evoluta nell’arco degli anni.
Pur considerando l’importanza dell’osservanza delle corrette modalità di
archiviazione della documentazione, rileviamo che l’attuale situazione è figlia
sia di una dissennata politica di riduzione del personale sia di una priorità data
nel corso degli ultimi anni all’attività commerciale piuttosto che al rispetto delle
verifiche amministrative da effettuare.
Inoltre, il fatto che la documentazione sia conservata in filiale in qualsiasi
momento a disposizione di tutti, rende impossibile estendere la responsabilità
del gestore sulla corretta gestione della documentazione nei tempi successivi
alla raccolta della stessa.
Una tale richiesta incrementa i carichi di lavoro e bisognerà verificare eventuali
necessità operative laddove si dovessero creare situazioni di difficoltà.
Eventuali pressioni indirizzate ad uno svolgimento superficiale, rispetto a quanto
impartito, risulterebbero più stupide e becere di quelle commerciali.
Brescia, 7 ottobre 2013
COORDINAMENTO R.S.A. BANCO DI BRESCIA
Dircredito – Fabi – Fiba/Cisl – Sinfub – Uilca]]></description>
      <category>COMUNICATI VARI</category>
      <pubDate>Tue, 08 Oct 2013 16:03:14 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.fabivt.it/apri_documento.asp?ID=1079</guid>
    </item>
    <item>
      <title>LICENZIAMENTO DIRIGENTI NEL GRUPPO UBI:UN BRUTTO PRECEDENTE</title>
      <link>http://www.fabivt.it/apri_documento.asp?ID=1037</link>
      <description><![CDATA[Da qualche settimana si rincorrono voci relativamente ad un'operazione che dovrebbe
portare alla riduzione di 70 unità tra i dirigenti del gruppo UBI. 
Le lettere che stanno giungendo in questi giorni parlano chiaro: interruzione del rapporto di lavoro!
Da quanto trapela sembra che l’intenzione AZIENDALE sia di accompagnarne una parte al
prepensionamento, ad altri, si dice, verrà proposta la riassunzione con un inquadramento
inferiore, ma per alcuni l’operazione si tradurrebbe in un VERO E PROPRIO LICENZIAMENTO.
NON CI SIAMO NON VA BENE NÉ IL METODO NÉ IL MERITO
- Per il metodo: le organizzazioni sindacali vanno sempre coinvolte quando si
intraprendono azioni che prevedono una ricaduta sul personale. E’ una questione di
rispetto e di tutela dei lavoratori.
- Per il merito: da tempo chiediamo che l’azienda intervenga per ridurre i costi della
governance e del gruppo dirigente aziendale ma le modalità non possono essere
certamente queste.
Assistiamo ad un’iniziativa che colpisce con il LICENZIAMENTO lavoratori dipendenti e
che CREA UN PERICOLOSO PRECEDENTE nel gruppo, oggi a danno di poche persone,
ma che domani potrebbe riguardare platee ben più numerose.
L'operazione in oggetto mal si addice, tra l'altro, ad una società cooperativa i cui
principi si fondano su mutualità e solidarietà.
E’ bene sapere che I SINDACATI SCRIVENTI NON AVALLANO ASSOLUTAMENTE, NÉ TACITAMENTE
NÉ ESPLICITAMENTE QUESTA OPERAZIONE che poco o nulla scalfisce degli spropositati costi
del management di vertice del gruppo.
Ogni operazione messa in campo deve essere nel segno del RISPETTO DELLA DIGNITÀ
DELLE PERSONE E DALLA SALVAGUARDIA DEL LAVORO, valori che ci guideranno alla ripresa del
confronto della prossima settimana e sui quali misureremo le proposte aziendali.
COORDINAMENTI DI GRUPPO FD-Dircredito Fabi Fiba–Cisl Fisac-Cgil Sinfub Ugl Uilca-Uil
Bergamo, 16 novembre 2012]]></description>
      <category>COMUNICATI UNITARI</category>
      <pubDate>Fri, 16 Nov 2012 15:34:36 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.fabivt.it/apri_documento.asp?ID=1037</guid>
    </item>
    <item>
      <title>GRUPPO UBI "Tensioni Occupazionali":RIPRENDONO LE TRATTATIVE !</title>
      <link>http://www.fabivt.it/apri_documento.asp?ID=1034</link>
      <description><![CDATA[Oggi, 8 novembre 2012, a seguito della forte partecipazione e
sensibilità dei lavoratori nelle assemblee organizzate per informare
dell’esito delle trattative conclusasi SENZA accordo, le OO.SS.
hanno ricevuto da UBI BANCA richiesta di convocazione per
riprendere gli incontri.
I segnali aziendali di "disgelo" relativamente a:
• Esodi solo su base volontaria
• Esclusione dei Contratti Aziendali dalla discussione
• Esclusione di deroghe al CCNL
dovranno essere confermati in una trattativa che si preannuncia
comunque complessa, difficile e dall'esito tutt'altro che scontato.
Gli incontri riprenderanno il 21 e 22 novembre solo dopo aver
terminato la tornata assembleare nelle piazze principali.
Bergamo, 8 novembre 2012
Coordinamenti di Gruppo
FD-Dircredito Fabi Fiba–Cisl Fisac-Cgil Sinfub Ugl Uilca-Uil]]></description>
      <category>COMUNICATI UNITARI</category>
      <pubDate>Thu, 08 Nov 2012 11:22:15 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.fabivt.it/apri_documento.asp?ID=1034</guid>
    </item>
    <item>
      <title>banco di brescia - "ABBIAMO GIA' DATO"</title>
      <link>http://www.fabivt.it/apri_documento.asp?ID=1033</link>
      <description><![CDATA[Il comunicato, presentato con la giusta enfasi alla stampa, relativo ai risultati consolidati del gruppo UBI nel primo
semestre 2012 cos¨¬ declamava tra le altre cose:
¡°Conferma della storica solidit¨¤ patrimoniale del Gruppo; superati gli obiettivi di patrimonializzazione
raccomandati dall¡¯EBA: Core Tier 1 al 10,24%; Tier 1 al 10,75%...
Crescita della redditivit¨¤: Cresce l¡¯utile netto normalizzato a 120,5 milioni (+72,1% rispetto ai 70 milioni del
1¡ãsemestre 2011)¡­
Nel primo semestre del 2012, il risultato della gestione operativa ¨¨ salito a 653,8 milioni di euro, +33,3% rispetto
al primo semestre del 2011, grazie al significativo progresso dei proventi operativi, in crescita del 5,2% a 1.794,6
milioni e al continuo contenimento degli oneri operativi, che confermano un calo del 6,2% a 1.140,8 milioni¡­
Nell¡¯ambito dei proventi operativi, si segnala la buona tenuta del margine d¡¯interesse¡­
Le commissioni nette sono rimaste stabili a 586,1 milioni di euro¡­¡±
Sembrano passati anni, se confrontato con il preoccupato e preoccupante documento, di tono molto diverso
consegnato il giorno successivo alle Organizzazioni Sindacali nel quale si mettono in risalto invece la
¡°complessiva e rilevante contrazione dei ricavi¡­¡± e la necessit¨¤ di ¡°¡­ una significativa riduzione dei costi ed in
particolare del costo strutturale del lavoro, altrimenti non pi¨´ sostenibile anche in relazione al negativo
andamento dei ricavi¡­¡±
Noi crediamo nell¡¯enfasi positiva ricavata dalla lettura del comunicato stampa e fatichiamo quindi a trovare la forte
motivazione nel ricercare a tutti i costi una significativa riduzione del costo del lavoro. Le cifre e i numeri che
indicano tale riduzione li conoscete oramai tutti. Si tratta oltretutto di numeri cos¨¬ precisi da lasciare perplessi per
pi¨´ di un motivo e avremo modo di parlarne dettagliatamente nei prossimi giorni con il proseguo della trattativa in
corso.
Come rappresentanti sindacali del Banco di Brescia desideriamo mettere in risalto la situazione particolare della
nostra azienda:
Al momento della fusione tra le due banche storiche bresciane (CAB e San Paolo) i dipendenti erano oltre
3.100. Al 30/6/2012 erano 2.572.
Durante il 2012 sono state chiuse 16 filiali e 7 minisportelli. Nella attuale procedura ¨¨ prevista la chiusura di
altre 20 filiali, di 2 mini sportelli e la riqualificazione di ben 24 filiali in mini sportelli.
Il Banco di Brescia ha continuato, in tutti questi anni, a dare un contributo determinante agli utili del gruppo
nonostante individuata da sempre come ¡°banca pilota¡± per qualsivoglia progetto e nonostante l¡¯endemica ed oramai
strutturale carenza di organico (a questo proposito ci sarebbero da riportare divertenti aneddoti su come
avvengono, ad esempio, le sostituzioni dei cassieri nelle singole filiali). Nonostante questo ci vengono richiesti
ulteriori 172 nuovi sviluppatori.
Oggi ci chiedono la disponibilit¨¤ a discutere sull¡¯utilizzo dei fondi di settore ¨C per noi pu¨° essere solo volontario ©\ e di
aderire ad ulteriori altre forme di solidariet¨¤. Ribadiamo con fermezza che i sacrifici devono riguardare tutti a
partire dai vertici del gruppo, inoltre si deve agire in modo pi¨´ incisivo sugli sprechi attraverso una concreta
riduzione delle spese.
Per quanto riguarda il Banco di Brescia ¨¨ del tutto evidente che, solo dopo una pi¨´ marcata omogeneizzazione
delle previsioni contrattuali tra tutte le aziende del gruppo, potremo discutere con L¡¯azienda di quali proposte
mettere in campo per affrontare questo difficile periodo di crisi.
Brescia, 1 ottobre 2012
]]></description>
      <category>COMUNICATI VARI</category>
      <pubDate>Wed, 03 Oct 2012 14:22:17 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.fabivt.it/apri_documento.asp?ID=1033</guid>
    </item>
    <item>
      <title>PIANO INDUSTRIALE UBI - L'AZIENDA PARTE MOLTO MALE....</title>
      <link>http://www.fabivt.it/apri_documento.asp?ID=1025</link>
      <description><![CDATA[1° incontro della procedura sindacale del GRUPPO UBI
L'AZIENDA PARTE MOLTO MALE
Oggi si è tenuto il primo incontro sulla procedura del Gruppo UBI denominata “Tensioni
occupazionali”, che prevede 1.578 esuberi.
Questa la preoccupante posizione dell'azienda, che ha confermato:
&#61681; tutti i 115 milioni di taglio dei costi sono riferiti alla sola voce “Spese del personale”;
&#61681; i suddetti tagli dovranno avere carattere permanente e non temporaneo;
&#61681; irrinunciabilità al raggiungimento dell'obiettivo.
L'azienda ha dichiarato che gli strumenti che intende adottare per raggiungere l'obiettivo
sono i seguenti:
Fondo Esuberi (senza indicare durata e condizioni);
ricorso al Part Time;
-sospensione dell'orario di lavoro;
-deroghe al CCNL;
-revisione degli Accordi aziendali;
tutti gli altri strumenti consentiti dalla Legge.
Come OO.SS. riteniamo che questa posizione sia l'ennesima provocazione ai lavoratori del
Gruppo UBI ai quali viene ora chiesto di pagare il conto degli errori e delle scelte del
Management.
Abbiamo respinto con fermezza tale impostazione che ignora completamente: spese per
consulenze, compensi e cariche degli amministratori, sprechi, sacche di inefficienza
organizzativa, benefits aziendali, numero e compensi dei dirigenti, ecc....
Dopo questo primo incontro interlocutorio, la trattativa entrerà nel vivo dal
prossimo 20 settembre.
Bergamo, 7 settembre 2012
FD-Dircredito Fabi Fiba–Cisl Fisac-Cgil Sinfub Ugl Uilca
Coordinamenti Gruppo UBI
COME E' POSSIBILE DICHIARARE 1.578 ESUBERI SE
CONTEMPORANEAMENTE NEL GRUPPO UBI SI FANNO 350.000
ORE DI STRAORDINARIO EQUIVALENTI AD UNA SPESA DI 10
MILIONI DI EURO E A CIRCA 200 LAVORATORI FULL TIME ?]]></description>
      <category>ACCORDI AZIENDALI</category>
      <pubDate>Sat, 08 Sep 2012 14:39:45 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.fabivt.it/apri_documento.asp?ID=1025</guid>
    </item>
    <item>
      <title>PANO INDUSTRIALE MPS - È L’ORA DELLA CHIAREZZA</title>
      <link>http://www.fabivt.it/apri_documento.asp?ID=1029</link>
      <description><![CDATA[In data odierna, le parti hanno continuato il confronto sui temi del Piano Industriale. Oggetto della illustrazione sono state le misure previste sul personale sotto il profilo amministrativo, con particolare attinenza agli strumenti per la gestione della mobilità – fornitura alloggio e meccanismi delle missioni aziendali – oltre a tutta una serie di interventi previsti sui Dirigenti, come l’utilizzo delle auto ad uso promiscuo, le carte carburante e la telefonia mobile.
Oltre a quanto sopra, la delegazione datoriale, nell’ambito degli approfondimenti dedicati all’uso degli ammortizzatori sociali di settore, ha chiarito che eventuali accordi riguardanti la riduzione dell’orario di lavoro, sarebbero da considerare non sostitutivi rispetto a tutti gli altri interventi previsti sui costi del personale.
Si tratterebbe, quindi, di una decurtazione salariale che non potrebbe essere utilizzata a compensazione di altre misure previste dal Piano, come ad esempio le esternalizzazioni.
Le scriventi OO.SS. hanno contrapposto alle misure illustrate una ipotesi di lavoro basata sul drastico ridimensionamento delle consulenze; l’attuazione di processi di internalizzazione, come previsto dal nuovo CCNL; l’abbattimento significativo degli stipendi e dei benefits del top management; la definizione più puntuale delle possibili fuoriuscite di personale derivanti dall’utilizzo del Fondo di Sostegno al Reddito e dai meccanismi di esodo.
In attesa del prossimo incontro, previsto per martedì 11 settembre, le scriventi OO.SS. invitano l’Azienda ad uscire dall’equivoco, chiarendo definitivamente il tema delle esternalizzazioni e le implicazioni procedurali del confronto, che comprendono anche le tematiche legate al rinnovo del CIA.
LE SEGRETERIE
Siena, 04 settembre 2012]]></description>
      <category>COMUNICATI UNITARI</category>
      <pubDate>Tue, 04 Sep 2012 15:07:29 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.fabivt.it/apri_documento.asp?ID=1029</guid>
    </item>
    <item>
      <title>MPS - GIOCANO ALLO SFASCIO: A FAVORE DI CHI?</title>
      <link>http://www.fabivt.it/apri_documento.asp?ID=1030</link>
      <description><![CDATA[GIOCANO ALLO SFASCIO: A FAVORE DI CHI?
Le dichiarazioni rilasciate dall’Amministratore Delegato Fabrizio Viola al Sole 24 ore, sembrerebbero confermare non solo il progetto sulla esternalizzazione del back-office, ma addirittura l’outsourcing dell’intera struttura del Consorzio Operativo e di altre attività.
Con tali dichiarazioni, verrebbero quindi meno le aperture che la delegazione datoriale avrebbe effettuato durante la trattativa in corso sul Piano Industriale, tesa ad individuare soluzioni alternative sul tema delle esternalizzazioni, oggetto peraltro degli approfondimenti tecnici effettuati durante il mese di agosto.
Riteniamo tali dichiarazioni – rilasciate oltretutto alla vigilia della ripresa dl confronto – estremamente gravi e, alla luce degli impegni sino ad oggi assunti fra le parti, del tutto inaccettabili. Inoltre, le stesse dichiarazioni dimostrano la totale mancanza di mandati conferiti alla Responsabile della Direzione Risorse Umane che, in teoria, dovrebbe coordinare la procedura in atto.
L’Amministratore Delegato, e con lui tutto il management, mira in questo modo a screditare il negoziato, ponendosi come controparte non affidabile e non credibile, e mettendo una pesante pregiudiziale circa il costruttivo prosieguo del confronto.
Se a tutto ciò, si assommano anche le gravi e contraddittorie affermazioni enunciate dal Presidente Profumo in recenti occasioni, circa lo stato di salute della Banca ed il suo possibile sviluppo futuro, si comprende come mai la preoccupazione che serpeggia fra i Colleghi sia destinata ad incrementarsi.
Riteniamo che in un momento così delicato e particolare, dove si stanno cercando con fatica soluzioni ai problemi aziendali, e con la trattativa tuttora in corso, risulti irresponsabile ed autolesionistico rilasciare dichiarazioni che creano confusione e sconcerto tra i Lavoratori e la Clientela.
Tali comportamenti, inoltre, fanno passare in secondo piano i dati dell’ultima semestrale che, anche alla luce delle svalutazioni effettuate, denotano comunque un risultato negativo sull’attività caratteristica, totalmente imputabile al “nuovo corso” avviato dall’attuale management.
Pertanto, sulla base di tutte le considerazioni sopra espresse, l’incontro di lunedì appare determinante per gli esiti concreti della trattativa.
LE SEGRETERIE
Siena, 31 agosto 2012]]></description>
      <category>COMUNICATI UNITARI</category>
      <pubDate>Fri, 31 Aug 2012 15:22:47 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.fabivt.it/apri_documento.asp?ID=1030</guid>
    </item>
    <item>
      <title>INTESEASANPAOLO - Verbale di Ricognizione 31/07/2012</title>
      <link>http://www.fabivt.it/apri_documento.asp?ID=1027</link>
      <description><![CDATA[Contenuti:
- Le ricadute della riforma previdenziale del mese di
Dicembre 2011
- Procedura avviata il 18 giugno 2012
- La conferma dell’applicazione dell’Accordo quadro del
29 luglio 2011 per la FABI è un passaggio importante
nell’ottica della nuova occupazione.
Segreteria FABI del Coordinamento Gruppo IntesaSanpaolo
08/08/2012
Il Verbale di ricognizione:
- regola le ricadute della riforma previdenziale del mese di
Dicembre 2011 sulle lavoratrici e lavoratori che avevano
aderito all’esodo a seguito dell’Accordo del 29/07/2011;
- affronta il tema della procedura avviata il 18 giugno 2012
inerente agli ulteriori processi di
riorganizzazione/ristrutturazione avviati dalla banca in questi
mesi
In particolare per le ricadute sul personale coinvolto negli
esodi i nodi da affrontare erano i seguenti:
· Il blocco delle uscite per coloro che avevano aderito al Fondo
di Solidarietà previste dal 30 giugno 2012 in poi
· Il mancato recepimento dell’assegno di esodo e relativa
contribuzione Inps per coloro già usciti dal 31 dicembre al 31
maggio 2012
· La situazione del personale che maturava “prima della riforma”
il diritto alla pensione entro il 31 dicembre 2013 e che aveva
optato per l’uscita al diritto e/o alla finestra con i relativi
incentivi e privi quindi della clausola di salvaguardia prevista
dal Decreto Fornero
· Le tutele per il rientro in servizio dei colleghi esodati che non
dovessero ottenere la “certificazione Inps” ora obbligatoria
introdotta dalla Riforma pensionistica.
Cosa prevede il verbale:
· Per tutti coloro che hanno maturato il diritto entro il 31
dicembre 2011 con finestra dal 2 gennaio 2012 si prosegue al
pensionamento con relativo incentivo alla finestra prevista e
confermata dalla riforma previdenziale.
· Per tutti coloro usciti dal 31 Dicembre 2011 ad oggi per
accedere al Fondo di solidarietà con requisiti “ante riforma”
si conferma la risoluzione del rapporto di lavoro.
In mancanza dell’autorizzazione della prevista autorizzazione
INPS la Banca si impegna:
- alla riassunzione, entro il primo giorno del quarto mese
successivo alla comunicazione “negativa” da parte dell’Inps
- alla copertura economica e contributiva del periodo tra
l’interruzione del rapporto di lavoro e il reinserimento con
modalità e misure da stabilire, tenendo conto, per la parte
economica, della coerenza con i trattamenti ordinari e/o
straordinari del Fondo di Solidarietà
- Detto personale resterà in servizio sino alla fine del 60mo
mese “antecedente” la data di percepimento della pensione
anticipata o di vecchiaia calcolata in base alla normativa
previdenziale tempo per tempo vigente con ingresso al Fondo
di solidarietà dal giorno successivo.
Per tutti coloro che hanno accettato l’ingresso al Fondo di
solidarietà a seguito dell’Accordo:
- è confermata l’adesione al fondo
- la risoluzione del rapporto di lavoro avverrà dalla fine del
60mo mese antecedente la maturazione della “finestra ante
riforma”
- le uscite avverranno a partire dal 30 settembre 2012
- la permanenza nel fondo sarà per tutti sino al raggiungimento
delle condizioni stabilita dalla “clausola di salvaguardia”
- anche per questo personale sono valide TUTTE le tutele
previste al punto precedente in caso di mancata autorizzazione
dell’Inps
· Per tutti coloro che ai sensi della normativa “ante riforma”
maturavano il diritto alla pensione entro il 31 dicembre 2013 e
avevano optato per l’uscita alla finestra o al diritto con
erogazione del relativo incentivo.
Tutti costoro cesseranno alla maturazione del primo diritto
pensionistico (pensione anticipata e/o vecchiaia) maturato con
la nuova normativa mantenendo l’incentivo previsto per il
pensionamento alla “finestra” (75% della RAL).
Per la Procedura avviata il 18 giugno 2012:
l’Azienda sospende la procedura sino al 3 settembre 2012 e la
proseguirà sino ad esaurimento entro e non oltre il 30 settembre
2013.
E’ quindi previsto che nel mese di Settembre vengano affrontate le
ricadute sul personale conseguenti ai processi di riorganizzazione in
atto, nonché conseguenti alla riorganizzazione della presenza sul
territorio (la prevista e annunciata chiusura di 1000 filiali).
Saranno affrontati in quel contesto temi come:
lo sviluppo professionale, la regolamentazione della mobilità, la
conciliazione dei tempi di vita e di lavoro con i nuovi orari di
sportello previsti dalla banca, ecc ecc.
Nella trattativa di Settembre la Fabi affronterà con gli altri sindacati
gli accordi aziendali scaduti al fine di raggiungere un Accordo che
tuteli e garantisca tutti i lavoratori e lavoratrici del gruppo, attuali e
futuri.
La conferma dell’applicazione dell’Accordo quadro del 29
luglio 2011 per la FABI è un passaggio importante nell’ottica
della nuova l’occupazione.
Ricordiamo infatti che l’Accordo ha al suo interno l’equilibrio tra il
numero delle uscite raggiunte, per assolvere alla riduzione dei costi
del piano d’impresa 2011/2013, e nuovi ingressi tramite assunzioni.
Ricordiamo i numeri:
al raggiungimento di 4000 unità in uscita si darà corso a 250
assunzioni.
Al raggiungimento di 4500 unità in uscita si darà corso a ulteriori
250 assunzioni.
Con il raggiungimento di 5000 unità in uscita si attiveranno
ulteriori 250 assunzioni a tempo parziale.
L’Accordo prevede inoltre l’avvio dei contratti di solidarietà
espansivi pari a 250 nuovi assunti.]]></description>
      <category>COMUNICATI VARI</category>
      <pubDate>Tue, 31 Jul 2012 14:42:10 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.fabivt.it/apri_documento.asp?ID=1027</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Il gruppo Montepaschi pronto allo sciopero delle 15 ore</title>
      <link>http://www.fabivt.it/apri_documento.asp?ID=1012</link>
      <description><![CDATA[La FABI e le altre organizzazioni sindacali hanno proclamato nel Gruppo Monte Paschi di Siena un pacchetto di 15 ore di sciopero da attuare venerdì 27 luglio e lunedì 13 agosto.
All’origine della massiccia mobilitazione, la seconda quest’anno dopo quella del 16 marzo scorso che ha portato in piazza a Siena oltre 4mila lavoratori, il nuovo piano industriale 2012-15 presentato dall’amministratore delegato Fabrizio Viola e dal Presidente Alessandro Profumo, che prevede, tra le altre cose, 4.600 esuberi nel triennio, taglio del contratto integrativo, esternalizzazione del back office e chiusura di 400 sportelli.
La decisione è stata presa dalle organizzazioni sindacali, a seguito degli attivi unitari che si sono svolti nei giorni scorsi e del Coordinamento FABI del Gruppo Mps, riunito a Siena il 10 luglio alla presenza del segretario generale, Lando Maria Sileoni.
Il Segretario generale in prima linea nella vertenza Mps. Oltre al Coordinamento di Gruppo, a seguire attentamente gli sviluppi della vertenza da parecchi mesi è il leader della FABI Sileoni.
che lo scorso 27 giugno, durante la presentazione del piano industriale, è stato protagonista di uno scontro feroce con il Presidente del Montepaschi, Alessandro Profumo, come riportato dal sito Dagospia.
Tranchant il giudizio del segretario generale: 'quello di Mps è un piano socialmente violento, privo di prospettive, a corto respiro e sviluppato per gestire un’emergenza'.
Sileoni ha poi recentemente contestato altri dettagli del piano industriale, come ad esempio la riduzione del 5% degli stipendi dei dirigenti ('sono lavoratori come gli altri', li ha difesi il Segretario generale sulle pagine del Corriere della Sera), invitando il Presidente Profumo 'a rinunciare ai propri compensi per tutta la durata del piano industriale', vista la drammatica situazione patrimoniale in cui si trova la banca, che nei primi mesi a registrato un calo delle quotazioni del 23%.
Siena 16/07/2012]]></description>
      <category>FABI VITERBO</category>
      <pubDate>Mon, 16 Jul 2012 13:39:03 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.fabivt.it/apri_documento.asp?ID=1012</guid>
    </item>
    <item>
      <title>DELEGAZIONE DI GRUPPO UNICREDIT - Incontro con l’azienda del 10 febbraio 2012</title>
      <link>http://www.fabivt.it/apri_documento.asp?ID=995</link>
      <description><![CDATA[Durante la seconda giornata dedicata alla trattativa per la ricerca di un accordo per i lavoratori confluiti in UBIS, le scriventi OO.SS. hanno anche affrontato con la delegazione aziendale le seguenti problematiche.
MALTEMPO – NEVE
Abbiamo stigmatizzato il comportamento dei Capi del Personale delle aziende del Gruppo per non aver fornito alle strutture alcuna indicazione sulle modalità operative, e di sicurezza, riguardanti i lavoratori delle località maggiormente colpite, nei giorni scorsi, dalle forti nevicate e dal gelo.
A ciò va aggiunta l’assenza totale di una linea comune d’intervento a tutela dei colleghi, in termini di permessi retribuiti, per il grande disagio personale e familiare riscontrato.
Abbiamo ricordato all’azienda la grande capillarità, a vantaggio del rapporto con la clientela, che ha, in particolare, la Banca sul territorio nazionale e segnalato come non si possa lasciare alla sola iniziativa locale la gestione di fenomeni eccezionali, come quelli che si sono verificati recentemente.
E’ necessario, in casi come questo, un coordinamento che sia pronto per le emergenze.
Abbiamo poi contestato l’utilizzo delle ferie imposto in modo forzoso.
L’azienda ha dichiarato che in caso di difficoltà dei lavoratori a raggiungere il posto di lavoro, peraltro per motivi indipendenti dalla propria volontà, la gestione dell’assenza non possa avvenire attraverso l’utilizzo delle ferie, ma riconoscendo permessi retribuiti. In tal senso si è impegnata ad intervenire sulle proprie strutture locali affinché questa indicazione venga correttamente recepita ed applicata.
PIANO WELFARE AZIENDALE
Su questa tema le OO.SS. hanno richiesto e ottenuto un incontro specifico che si effettuerà la mattina del 15 p.v. per le valutazioni di merito su questa iniziativa dell’azienda.
Milano, 13/2/2012
Le Segreterie di Gruppo UniCredit
Dircredito - Fabi - Fiba/Cisl - Fisac/Cgil - Sinfub - Ugl Credito - UilCa]]></description>
      <category>COMUNICATI UNITARI</category>
      <pubDate>Wed, 15 Feb 2012 14:44:28 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.fabivt.it/apri_documento.asp?ID=995</guid>
    </item>
    <item>
      <title>gruppo unicredit - PIANIFICAZIONE FERIE ANNO 2012 ED UTILIZZO DELLE EX FESTIVITA’</title>
      <link>http://www.fabivt.it/apri_documento.asp?ID=994</link>
      <description><![CDATA[Come noto, le Direzioni del Personale di tutte le società hanno inviato una mail ai propri dipendenti sulla pianificazione delle ferie ed ex-festività 2012.
Fermo restando che stigmatizziamo la modalità unilaterale dell’iniziativa, senza aver dato modo alle OO.SS. di un confronto preventivo sul tema, con questa nota, oltre che esprimere la nostra posizione, intendiamo chiarire il contesto di riferimento, sia per quanto attiene la fruizione delle ferie, sia per l’utilizzo delle “ex festività”.
Ricordiamo anche che questa tematica è stata inserita, solo pochi giorni fa, nell’ipotesi di rinnovo del CCNL, ipotesi che non è ancora stata presentata ai lavoratori (le assemblee inizieranno nei prossimi giorni).
1. Utilizzo delle “ex-festività“
Il diritto sancito dal CCNL ancora vigente, e confermato nel nuovo, attribuisce al lavoratore la scelta se fruire o meno delle ex festività come assenza dal servizio oppure, in alternativa, se accedere al riconoscimento economico automatico nell’anno successivo.
Lo stesso Contratto Nazionale riconosce al solo lavoratore il diritto di scegliere tra la fruizione di dette giornate entro il 14/12 o la loro monetizzazione.
Sempre secondo il CCNL, il dipendente è obbligato ad inserire le ex festività nel piano ferie solo se la loro fruizione avvenga in unica soluzione o comunque nella misura di tre o più giornate consecutive.
Ricordiamo che è possibile utilizzare le ex festività anche a mezze giornate (non in giornate semifestive) e il termine o l’inizio dell’assenza deve coincidere con l’intervallo.
2. Pianificazione delle ferie per l’anno 2012
Relativamente a questo punto, inserito nella mail aziendale, gioverà ricordare che lo specifico tema impatta con le norme di legge e la previsione contrattuale, entrambe scritte comunque a tutela del lavoratore, al fine di consentire la fruizione massima delle ferie (nell’ottica del recupero psico-fisico), in un’ottica di massima concedibilità da parte dell’azienda.
Nell’ottica di cui sopra, la legge prevede in capo all’azienda l’obbligo di concedere almeno due settimane di ferie nel corso dell’anno, lasciando la fruibilità delle rimanenti giornate entro il termine massimo di 18 mesi.
Il CCNL, poi, è ancora più favorevole, disponendo che il lavoratore debba fare le ferie in un unico periodo e che l’azienda, al massimo, possa dividerle in due periodi.
Di seguito riportiamo uno stralcio del testo dell’art. 49 del CCNL 8/12/2007:
4. I turni delle ferie debbono essere fissati tempestivamente dall’impresa, confermati al lavoratore/lavoratrice e rispettati; solo in casi eccezionali si possono variare di comune intesa tra l’impresa ed il lavoratore/lavoratrice.
5. L’impresa, solo per particolari esigenze di servizio, può dividere le ferie in due periodi, uno dei quali non inferiore a 15 giorni lavorativi.
6. Nella predisposizione dei turni di ferie, nei limiti delle esigenze di servizio, viene data la precedenza ai lavoratori/lavoratrici disabili rientranti nelle categorie di cui alla legge 12 marzo 1999, n. 68; per il restante personale si tiene conto delle richieste degli interessati in rapporto alla loro situazione familiare e alla loro anzianità di servizio.
7. L’impresa può richiamare l’assente prima del termine delle ferie quando urgenti necessità di servizio lo richiedano, fermo il diritto del dipendente di completare le ferie stesse in un periodo successivo, con diritto al rimborso delle spese derivanti dall’interruzione che il lavoratore/lavoratrice dimostri di aver sostenuto.
8. Detto rimborso viene effettuato anche per le spese di viaggio, di vitto e di alloggio sostenute durante il viaggio di rientro in servizio a richiesta dell’impresa, nonché per l’eventuale ritorno nella località in cui il lavoratore/lavoratrice si trovava in ferie al momento del richiamo in servizio.
9. Il rimborso ha luogo anche nel caso di spese conseguenti allo spostamento, per necessità di servizio, del turno di ferie precedentemente fissato.
3. Pianificazione del 20% delle ferie degli anni precedenti
In sede di rinnovo del CCNL, il previgente articolato è stato integrato dalla seguente Dichiarazione delle parti, finalizzata alla salvaguardia dell’occupazione e a favorire le assunzioni:
”le parti firmatarie, nel condividere l’obiettivo della coincidenza tra l’orario contrattuale e l’orario di fatto, sottolineano la necessità di assicurare la completa fruizione nell’anno di competenza delle dotazioni previste dal presente contratto per riduzioni di orario, banca delle ore, ex festività e ferie, evitando l’accumulo di residui negli anni successivi e prevedendo il recupero di eventuali giacenze relative ad anni precedenti. Le imprese porranno in essere tutte le possibili misure organizzative dirette a favorire il raggiungimento della finalità di cui sopra”.
Pertanto, se non troviamo illogico che il Capo del Personale di ogni azienda chieda di predisporre la pianificazione delle ferie dell’anno in corso e/o di parte del residuo ferie degli anni precedenti, riteniamo del tutto inaccettabile e fuori luogo anche nella tempistica, la minaccia riferita a eventuali casi di reiterato rifiuto di concordare il piano ferie, con la conseguenza di procedere, d’iniziativa aziendale, a fissare i periodi non programmati.
Ricordiamo che, non di rado, l’accumulo di ferie arretrate è stato una conseguenza della disponibilità dei colleghi a far fronte alla cronica carenza di organici, che tuttora permane, in particolare nella Rete, e non consente, alla luce dei pesanti carichi di lavoro, una serena pianificazione e fruizione delle stesse.
Informiamo, infine, che, a seguito del nostro intervento sul tema, in occasione dell’incontro dello scorso 1 febbraio, l’azienda ha dichiarato una disponibilità assoluta, purché la variazione stia nell’anno, alla modificabilità del piano ferie fissato, in una logica di conciliazione tra esigenze di servizio e necessità del lavoratore.
Milano, 10 febbraio 2012
Le Segreterie di Gruppo
Dircredito - Fabi - Fiba/Cisl - Fisac/Cgil - Sinfub - Ugl Credito - UilCa]]></description>
      <category>COMUNICATI VARI</category>
      <pubDate>Wed, 15 Feb 2012 14:29:36 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.fabivt.it/apri_documento.asp?ID=994</guid>
    </item>
    <item>
      <title>CONTRATTO ABI, LA TRATTATIVA RIPARTE A GENNAIO</title>
      <link>http://www.fabivt.it/apri_documento.asp?ID=983</link>
      <description><![CDATA[Si è concluso con un nulla di fatto l’incontro di oggi tra i rappresentanti dell’Abi e le organizzazioni sindacali: ancora distanti le posizioni tra le parti.
La trattativa per giungere a un accordo rinnovo del contratto riprenderà quindi a gennaio. Già fissate le date: il 16, il 17 e il 20.
 Nella riunione svoltasi Roma, alla quale per la FABI erano presenti il Segretario Generale Lando Maria Sileoni e gli altri componenti della Segreteria nazionale, il Capo Delegazione sindacale di ABI, Francesco Micheli, ha ribadito che, considerata situazione di particolare difficoltà economica vissuta attualmente dalla banche, si dovrà puntare a un contratto sostenibile.
 Incremento della produttività attraverso maggiori flessibilità delle norme contrattuali: questo è ciò a cui aspira l’Abi.
 Durante l’incontro è stato consegnato alle organizzazioni sindacali un documento nel quale le banche hanno messo nero su bianco tutti i fattori che impattano negativamente sui loro bilanci: dalla recessione prevista per il 2012, ad alcune norme della legge finanziaria in discussione in parlamento fino ad arrivare alle misure imposte prima da Basilea 3 poi dall’Eba, che ha chiesto ai principali istituti di credito ricapitalizzazioni per circa 15 miliardi di euro.
 Dati reali ma parziali. Il Segretario generale della FABI, Lando Maria Sileoni, ha contestato infatti l’assenza, nella documentazione presentata, di ragguagli circa gli “sprechi” commessi annualmente delle banche: a cominciare dalle consulenze, per poi passare alle sponsorizzazioni, alle spese di rappresentanza, ai super stipendi elargiti ai manager.
 “È inaccettabile constatare”, ha attaccato Sileoni, “la presenza di super retribuzioni ai piani alti degli istituti di credito a fronte di pessimi risultati”.
 “Il nuovo contratto dei bancari”, ha sottolineato il Segretario generale della FABI, “dovrà necessariamente salvaguardare il recupero dell’inflazione e lo sviluppo dell’occupazione giovanile”.
 Prossimo match tra Abi e organizzazioni sindacali fissato a gennaio.
]]></description>
      <category>CONTRATTI ABI</category>
      <pubDate>Thu, 15 Dec 2011 21:49:25 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.fabivt.it/apri_documento.asp?ID=983</guid>
    </item>
    <item>
      <title>GRUPPO UBI - PROCEDURA PIANO INDUSTRIALE: CHIUSURA SENZA ALCUN ACCORDO</title>
      <link>http://www.fabivt.it/apri_documento.asp?ID=984</link>
      <description><![CDATA[Si sono chiusi oggi gli incontri tra le Organizzazioni Sindacali e la Delegazione
Aziendale relativi alla prima procedura sul Piano Industriale 2011-2015
inerente alla realizzazione della struttura a clessidra, della Mass Market Team
e degli Sviluppatori
senza raggiungere alcuna intesa.
Il Gruppo UBI è stato assolutamente incapace di motivare in modo esaustivo i
progetti in discussione e le azioni che ha messo in campo stanno dimostrando
la precarietà delle soluzioni adottate. Verificheremo l'applicazione del nuovo
modello organizzativo delle Banche Rete, monitorando ogni fase operativa e le
effettive ricadute sugli organici.
Contestiamo, inoltre, l'efficacia del Piano Industriale nel suo complesso: la
significativa quantità di uscite previste, la mancanza di un chiaro progetto di
sviluppo commerciale e l'assenza di una strategia con la quale affrontare questa
pesantissima situazione di crisi.
Sarebbe stato necessario affrontare tutte le problematiche di questo Gruppo:
gli esuberi dichiarati, i costi delle consulenze, i compensi del management, la
mancata applicazione degli accordi e, non ultime, le motivazioni che hanno
portato alle operazioni societarie straordinarie recentemente annunciate.
La Delegazione Aziendale ha preferito invece sorvolare su queste tematiche
non chiarendo i motivi per cui Banca 24/7, Centrobanca e Banco San Giorgio
saranno oggetto nel 2012 di fusioni per incorporazione che sino a pochi mesi fa
non erano nemmeno previste. Soprattutto il Gruppo non ha voluto dissipare i
dubbi sulle possibili conseguenze che si potranno verificare, rinviando la
discussione alle singole trattative che di volta in volta si apriranno.
Bergamo, 14 dicembre 2011
Dircredito – Fabi – Fiba Cisl – Fisac Cgil – Sinfub – Ugl – Uilca Uil
GRUPPO UBI]]></description>
      <category>COMUNICATI UNITARI</category>
      <pubDate>Thu, 15 Dec 2011 17:30:08 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.fabivt.it/apri_documento.asp?ID=984</guid>
    </item>
    <item>
      <title>SCIOPERO 16 DICEMBRE 2011: PRECISAZIONI TECNICHE</title>
      <link>http://www.fabivt.it/apri_documento.asp?ID=976</link>
      <description><![CDATA[In seguito alle richieste interpretative in merito alla proclamazione di sciopero per il giorno venerdì 16 dicembre p.v. (in adesione allo sciopero generale proclamato da Cgil- Cisl –Uil e Ugl nella giornata del 12 dicembre 2011) vi precisiamo quanto segue:
&#61623; L’astensione dal lavoro sarà per la durata dell’intero pomeriggio della giornata del 16 dicembre per i lavoratori e le lavoratrici addetti a full-time e part-time verticale che effettuano la pausa pranzo
&#61623; L’astensione dal lavoro sarà delle ultime 2 ore e 15 minuti del proprio orario individuale di lavoro per tutte le altre fattispecie di orario (part-time orizzontale, turni, lavoro notturno, 6X6, 4X9, ecc.).
LE SEGRETERIE NAZIONALI
DIRCREDITO - FABI - FIBA/CISL - FISAC/CGIL - SINFUB - UGL CREDITO - UILCA
Roma, 13 dicembre 2011

]]></description>
      <category>FEDERAZIONE NAZIONALE</category>
      <pubDate>Tue, 13 Dec 2011 22:00:39 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.fabivt.it/apri_documento.asp?ID=976</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Sciopero generale del 16 dicembre 2011 - equitalia</title>
      <link>http://www.fabivt.it/apri_documento.asp?ID=975</link>
      <description><![CDATA[Avevano promesso di non colpire
chi fino ad oggi ha sempre pagato...
Questa manovra è
iniqua e recessiva:
cambiamola!
Ecco cosa prevede, la manovra correttiva approvata da parte del consiglio dei ministri:
PENSIONI: Per lasciare il lavoro saranno necessari 42 anni di contributi per gli uomini e 41 per le
donne. La convergenza tra sessi per l’età di vecchiaia a 65 anni sarà raggiunta nel 2018. Vengono
cancellate le quote e le finestre. Stop rivalutazione pensioni/inflazione per 2012 e 2013.
Rivalutazione piena pensioni solo fino a 960 euro.
ADDIO ALLA FINESTRA MOBILE, SARÀ ASSORBITA NELL’ETÀ EFFETTIVA: scompare il
meccanismo della “decorrenza” di 12 mesi per i dipendenti e 18 per gli autonomi” previsto dalla
manovra 2010 a partire dal 2011 che allungava di fatto i tempi per l’accesso al pensionamento. Il
periodo sarà però assorbito nei requisiti che per la vecchiaia degli uomini dipendenti saranno
dall’anno prossimo quindi pari a 66 anni (65 anni attuali più 12 mesi di finestra). Gli autonomi
andranno in pensione a 66 anni e mezzo (andavano a 65 ma a questi si aggiungevano 18 mesi di
attesa di finestra mobile).
AUMENTO ETÀ DONNE SETTORE PRIVATO, IN VECCHIAIA A 63 ANNI NEL 2012: si accelera
sull’aumento dell’età di vecchiaia delle donne dipendenti del settore privato. Dal 2012 andranno in
pensione a 63 anni mentre entro il 2018 saranno a quota 66 come gli uomini (l’età salirà a 64 nel
2014, 65 nel 2016) e le donne del settore pubblico (a 66 anni dal 2012). Lo scalino tra 2011 e
2012 sarà quindi di due anni dato che quest’anno le donne dipendenti del settore privato
uscivano a 60 anni più 12 mesi di finestra mobile (quindi a 61).
MISURE SU ANZIANITÀ: sono abolite le cosiddette quote (età più contributi) e per i dipendenti
dal 2012 sarà possibile uscire dal lavoro in anticipo rispetto all’età di vecchiaia solo con almeno
41 anni di contributi per le donne e 42 per gli uomini. Al momento gli anni di lavoro necessari
per andare in pensione indipendentemente dall’età anagrafica erano 41 per uomini e donne (40 più
la finestra mobile). Per gli autonomi si andrà in pensione prima dell’età di vecchiaia con 41 anni e
mezzo di contributi per le donne e 42 e mezzo per gli uomini. Sparisce il termine anzianità, si
chiamerà pensione anticipata.
FASCIA FLESSIBILE PER PENSIONAMENTO: per le donne sarà prevista una fascia
flessibile per il pensionamento tra i 63 e i 70 anni mentre per li uomini sarà tra i 66 e i 70. Ci
saranno vantaggi per chi esce più tardi e penalizzazioni per chi esce dal lavoro prima.
CONTRIBUTIVO PER TUTTI: sarà esteso a tutti il metodo contributivo pro rata, anche quindi a
coloro che avendo cominciato a versare contributi prima del 1978 avevano mantenuto il più
vantaggioso metodo retributivo. Per questi lavoratori il nuovo meccanismo varrà dal 2012 quindi gli
anni di lavoro fino al 2011 saranno calcolati con il retributivo.
BLOCCO RIVALUTAZIONE DELLE PENSIONI OLTRE 960 EURO AL MESE: le pensioni in
essere saranno congelate per il 2012 e il 2013 rispetto all’inflazione. Le pensioni sopra (due volte il
minimo) i 960 euro lordi mensili non saranno più indicizzate. Sotto i 960 euro mensili le pensioni
saranno rivalutate al 100%.
CASA: L’imposta municipale unica sostituisce la vecchia Ici e si pagherà anche sulla prima casa
con un’aliquota dello 0,4% rispetto allo 0,76% dell’aliquota ordinaria. È prevista anche la
rivalutazione del 60% delle rendite catastali.
IVA: È previsto un aumento dell’imposta sul valore aggiunto: sarà del 2% (dal 21 al 23%) nel
secondo semestre 2012 e dello 0,5% nel 2014. Tale aumento verrà confermato se non saranno
conseguiti i risparmi previsti.
ENTI PREVIDENZIALI: La manovra prevede la soppressione degli enti previdenziali Inpdad ed
Enpals, le cui funzioni saranno passate all’Inps.
ALTRE MISURE:
Enti Locali: Confermato il taglio di 5 mld alle Regioni e agli enti locali. Aumento su accise: La
manovra prevede un ulteriore aumento delle accise sui carburanti a partire dal primo gennaio
2012. La misura dovrebbe assicurare nuovi introiti per un miliardo di euro che potrebbe essere
reinvestito nel trasporto locale.
Non siamo d’accordo! Questa manovra grava su chi ha sempre fatto i sacrifici e per tutti:
lavoratori dipendenti e pensionati. Non fa abbastanza per la lotta all’evasione e per tassare i
grandi patrimoni. Occorre immediatamente aprire una vera trattativa e introdurre reale
equità e progressività in tutti provvedimenti!
Le scriventi Organizzazioni Sindacali proclamano per il giorno 16 dicembre 2011 uno sciopero
unitario per le ultime 3 ore della giornata lavorativa. Per i lavoratori part-time e turnisti l’astensione
dal lavoro è prevista per le ultime 3 ore.]]></description>
      <category>FEDERAZIONE NAZIONALE</category>
      <pubDate>Mon, 12 Dec 2011 21:55:18 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.fabivt.it/apri_documento.asp?ID=975</guid>
    </item>
    <item>
      <title>sciopero generale del 16 dicembre 2011- Credito</title>
      <link>http://www.fabivt.it/apri_documento.asp?ID=974</link>
      <description><![CDATA[Avevano promesso di non colpire
chi fino ad oggi ha sempre pagato...
Questa manovra è
iniqua e recessiva:
cambiamola!
Ecco cosa prevede, la manovra correttiva approvata da parte del consiglio dei ministri:
PENSIONI: Per lasciare il lavoro saranno necessari 42 anni di contributi per gli uomini e 41 per le
donne. La convergenza tra sessi per l’età di vecchiaia a 65 anni sarà raggiunta nel 2018. Vengono
cancellate le quote e le finestre. Stop rivalutazione pens ioni/inflazione per 2012 e 2013.
Rivalutazione piena pensioni solo fino a 960 euro.
ADDIO ALLA FINESTRA MOBILE, SARÀ ASSORBITA NELL’ETÀ EFFETTIVA: scompare il
meccanismo della “decorrenza” di 12 mesi per i dipendenti e 18 per gli autonomi” previsto dalla
manovra 2010 a partire dal 2011 che allungava di fatto i tempi per l’accesso al pensionamento. Il
periodo sarà però assorbito nei requisiti che per la vecchiaia degli uomini dipendenti saranno
dall’anno prossimo quindi pari a 66 anni (65 anni attuali più 12 mesi di finestra). Gli autonomi
andranno in pensione a 66 anni e mezzo (andavano a 65 ma a questi si aggiungevano 18 mesi di
attesa di finestra mobile).
AUMENTO ETÀ DONNE SETTORE PRIVATO, IN VECCHIAIA A 63 ANNI NEL 2012: si accelera
sull’aumento dell’età di vecchiaia delle donne dipendenti del settore privato. Dal 2012 andranno in
pensione a 63 anni mentre entro il 2018 saranno a quota 66 come gli uomini (l’età salirà a 64 nel
2014, 65 nel 2016) e le donne del settore pubblico (a 66 anni dal 2012). Lo scalino tra 2011 e
2012 sarà quindi di due anni dato che quest’anno le donne dipendenti del settore privato
uscivano a 60 anni più 12 mesi di finestra mobile (quindi a 61).
MISURE SU ANZIANITÀ: sono abolite le cosiddette quote (età più contributi) e per i dipendenti
dal 2012 sarà possibile uscire dal lavoro in anticipo rispetto all’età di vecchiaia solo con almeno
41 anni di contributi per le donne e 42 per gli uomini. Al momento gli anni di lavoro necessari
per andare in pensione indipendentemente dall’età anagrafica erano 41 per uomini e donne (40 più
la finestra mobile). Per gli autonomi si andrà in pensione prima dell’età di vecchiaia con 41 anni e
mezzo di contributi per le donne e 42 e mezzo per gli uomini. Sparisce il termine anzianità, si
chiamerà pensione anticipata.
FASCIA FLESSIBILE PER PENSIONAMENTO: per le donne sarà prevista una fascia
flessibile per il pensionamento tra i 63 e i 70 anni mentre per gli uomini sarà tra i 66 e i 70. Ci
saranno vantaggi per chi esce più tardi e penalizzazioni per chi esce dal lavoro prima.
CONTRIBUTIVO PER TUTTI: sarà esteso a tutti il metodo contributivo pro rata, anche quindi a
coloro che avendo cominciato a versare contributi prima del 1978 avevano mantenuto il più
vantaggioso metodo retributivo. Per questi lavoratori il nuovo meccanismo varrà dal 2012 quindi gli
anni di lavoro fino al 2011 saranno calcolati con il retributivo.
BLOCCO RIVALUTAZIONE DELLE PENSIONI OLTRE 960 EURO AL MESE: le pensioni in
essere saranno congelate per il 2012 e il 2013 rispetto all’inflazione. Le pensioni sopra (due volte il
minimo) i 960 euro lordi mensili non saranno più indicizzate. Sotto i 960 euro mensili le pensioni
saranno rivalutate al 100%.
CASA: L’imposta municipale unica sostituisce la vecchia Ici e si pagherà anche sulla prima casa
con un’aliquota dello 0,4% rispetto allo 0,76% dell’aliquota ordinaria. È prevista anche la
rivalutazione del 60% delle rendite catastali.
IVA: È previsto un aumento dell’imposta sul valore aggiunto: sarà del 2% (dal 21 al 23%) nel
secondo semestre 2012 e dello 0,5% nel 2014. Tale aumento verrà confermato se non saranno
conseguiti i risparmi previsti.
ENTI PREVIDENZIALI: La manovra prevede la soppressione degli enti previdenziali Inpdad ed
Enpals, le cui funzioni saranno passate all’Inps.
ALTRE MISURE:
Enti Locali: Confermato il taglio di 5 mld alle Regioni e agli enti locali. Aumento su accise: La
manovra prevede un ulteriore aumento delle accise sui carburanti a partire dal primo gennaio
2012. La misura dovrebbe assicurare nuovi introiti per un miliardo di euro che potrebbe essere
reinvestito nel trasporto locale.
Non siamo d’accordo! Questa manovra grava su chi ha sempre fatto i sacrifici e per tutti:
lavoratori dipendenti e pensionati. Non fa abbastanza per la lotta all’evasione e per tassare i
grandi patrimoni. Occorre immediatamente aprire una vera trattativa e introdurre reale
equità e progressività in tutti provvedimenti!
Le scriventi Organizzazioni Sindacali proclamano per il giorno 16 dicembre 2011 uno sciopero
unitario per l’intero pomeriggio. Per i lavoratori part-time e turnisti l’astensione dal lavoro e’
prevista per le ultime 2 ore e 15.
VENERDI’ 16 DICEMBRE 2011
SCIOPERO UNITARIO INDETTO DA
DIRCREDITO-FABI-FIBA/CISL-FISAC/CGILSINFUB-
UGL-UILCA]]></description>
      <category>FEDERAZIONE NAZIONALE</category>
      <pubDate>Mon, 12 Dec 2011 21:52:05 +0100</pubDate>
      <guid>http://www.fabivt.it/apri_documento.asp?ID=974</guid>
    </item>
   </channel>
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